Sammichele di Bari

Castello Caracciolo

Castello Caracciolo

Casal San Michele si sviluppò attorno alla cosiddetta Torre Centuriona che svettava baricentrica sul territorio circostante di Casamassima, Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle e Turi. Probabilmente di origine normanna, solo dopo il 1504 passò nelle mani di Heronimo Centurione, un banchiere genovese nel territorio di Bari. Insieme alla torre venne ristrutturata la chiesa adiacente della Maddalena e riaperta al culto.
Nel 1609 il portoghese Michele Vaaz fu colui che acquistò dal Fisco il feudo di Casamassima, con annessa la proprietà del Centurione, con l’obbligo contrattuale di edificare 99 abitazioni nello stesso territorio. Dieci anni dopo il borgo prese il nome di Casale San Michele.  
Alla morte di Michele Vaaz gli successe il nipote Simone, che però, a causa dei forti debiti, nel 1666 perse il feudo a favore di Antonio De Ponte.
Ad egli successe il figlio Giacomo e il feudo rimase ai De Ponte dal 1667 al 1794.
Con la morte di Giacomo, nel 1779 la proprietà passò ad una nipote, Giuseppa, che sposò Nicola Caracciolo dei Duchi di Vietri, ultimi feudatari reali.
La torre era ormai annessa al Castello Caracciolo e con la nuova strada Bari -Taranto si raggiunsero 3000 abitanti. Sparse nei vicoli della cittadina vi sono le famose maschere apotropaiche a decorare chiavi di volta dei portali delle abitazioni, mentre altri elementi rappresentano tralci di vite che segnalavano le case dei “vignali”.
Nel 1831 iniziarono i lavori della nuova Chiesa, che venne inaugurata il 26 novembre 1873 e intitolata a Santa Maria del Carmine. Solo con l’Unità d’Italia il Comune assunse definitivamente il nome di Sammichele di Bari.

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