Gioia del Colle

Castello Svevo

Castello Svevo

In origine il Castello di Gioia del Colle, di epoca bizantina, si limitava ad un cortile recintato, utile alla popolazione per difendersi dalle scorrerie saracene; solo in un secondo momento, Ruggero Siniscalco nel XII secolo si occupò di ingrandire il cortile e di trasformare la struttura in una residenza fortificata nobiliare.
Fu Federico II che intorno al 1230 ampliò il nucleo centrale a base quadrata con quattro torri angolari inserendolo in un sistema castellare noto alle città di Trani, Barletta, Bari e così sempre più a sud fino alla Sicilia.  
Secondo la leggenda Re Manfredi, figlio di Federico II e Bianca Lancia, nacque in questo castello. Dopo l'ingiusta accusa di tradimento rivolta verso Bianca Lancia dall'Imperatore, la donna si recise i seni e li fece servire a Federico II su un piatto d'argento. Da qui si riconducono i seni scolpiti nella cella della "torre della regina" in ricordo di tale evento. Nelle sale del primo piano vi sono elementi d'arredo come camini e sedili sistemati a seguito del restauro del 1907.
Nel cortile spicca la scalinata decorata da bassorilievi con scene di animali e di caccia: in parte è una ricostruzione del "Pantaleo" insieme alle finestre bifore e trifore che affacciano nel medesimo cortile.
Successivamente la proprietà passò ai Principi di Taranto fino al 400, ai Conti di Conversano fino al 600 e ai Principi di Acquaviva fino agli inizi dell'800 .
Attualmente il Castello ospita il Museo Nazionale Archeologico che si sviluppa su due livelli e presenta al visitatore la tematica del "Vivere in città nella Puglia antica" nelle sezioni della casa, il lavoro della donna, degli uomini, il lavoro nella vita quotidiana e dei giochi dei bambini. I reperti esposti hanno una datazione che va dal VII al III secolo a.C. e sono proprio elementi che permettono di visionare lo stile di vita e le ideologie dell'epoca: di uso cultuale e funerario con ceramiche di fattura di alto livello sia di produzione locale che di importazione dalla città di Taranto. Ci sono tutti i prodotti ceramici ad uso domestico e strumentazioni da lavoro e non solo, non mancano elementi architettonici policromi rinvenuti durante gli scavi presso l'area archeologica di Monte Sannace.  
È esposta, inoltre, un'armatura completa del IV secolo a.C. con elmo, corazza e gambali, altre armi in ferro con cinturoni ed elmi singoli di rara manifattura.

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