Acquaviva delle Fonti

Palazzo de Mari

Palazzo de Mari

Il primo insediamento di Acquaviva si fa risalire al IV secolo in un'area denominata Salentino, non lontano dall'attuale città. Il nome però è da attribuirsi ad un territorio a 300 m. di quota s.l.m. che valicava una pianura fertile ricca di acqua sorgiva e di una falda acquifera perenne ed è qui che si sviluppò l'attuale città. Si chiamò così fino al 1863, data in cui venne aggiunto "delle Fonti".  
Fu prospera sotto i normanni, periodo in cui vennero iniziate le fabbriche della Cattedrale e del Castello. Il castello doveva apparire con il classico impianto normanno già noto in altre città pugliesi, pianta quadrangolare con torri angolari anch'esse secondo lo stesso modulo quadrato.
Di queste torri se ne conserva strutturalmente una che guarda verso la cattedrale, la cui parte terminale appare chiaramente di epoca posteriore. Successivi ampliamenti avvennero sicuramente in età sveva, ma fu sotto il dominio degli Acquaviva di Aragona nel XVI secolo che avvennero le maggiori ricostruzioni e trasformazioni verso una residenza tipica dell'epoca.   
Nel 1664 Carlo I de Mari acquista il feudo di Acquaviva e l’anno successivo diviene principe di Acquaviva, titolo che la famiglia manterrà fino al 1806. Quella dei de Mari è un’antica e nobile famiglia di origini genovesi, furono principalmente “uomini d’arme e di mare” oltre che commercianti e finanzieri.
Carlo I stabilisce così la sua residenza ad Acquaviva, suggellandola con la costruzione di un palazzo che ingloberà l’antico castello normanno che, infatti, subisce un profondo rinnovamento, evolvendo verso aspetto e caratteri tipici di un palazzo signorile.
Del XVIII secolo sono il cornicione di coronamento dei fronti sud e ovest con i mascheroni oggetto di recenti restauri. 

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